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Le macchie sul viso sono una delle problematiche cutanee più comuni, spesso legate all’esposizione al sole, all’invecchiamento o a fattori ormonali. Trattarle in modo corretto non significa solo eliminarle, ma anche prevenirne la ricomparsa con un approccio scientifico e personalizzato.

Diagnostica e laser all’avanguardia

Nel nostro centro, adottiamo un approccio medico completo, che combina tecnologie avanzate per l’eliminazione delle macchie con una scrupolosa prevenzione dermatologica per la salute della pelle. Il nostro  protocollo avanzato che inizia con un’analisi approfondita della pelle grazie alla dermatoscopia digitale con IntelliStudio. Questo strumento ci permette di valutare nel dettaglio la natura delle discromie e individuare il trattamento più efficace per ogni tipo di pelle. 

Per la rimozione delle macchie utilizziamo tecnologie di ultima generazione, tra cui il laser Discovery Pico, considerato il gold standard per il trattamento delle iperpigmentazioni e dei tatuaggi. 

Grazie alla tecnologia Vario Pulse, introdotta in esclusiva da MIAS nel 2024, questo laser:

✔️ Modula l’intensità dell’impulso per adattarsi a ogni tipo di pelle

✔️ Agisce in profondità senza danneggiare i tessuti circostanti

✔️ Garantisce risultati visibili con tempi di recupero ridotti

✔️ È efficace anche sulle macchie più resistenti, come il melasma e le iperpigmentazioni post-infiammatorie

✔️ Consente inoltre di rimuovere i tatuaggi di qualsiasi colore

Perché trattare le macchie in inverno?

L’inverno è il periodo ideale per sottoporsi a trattamenti laser:

✅ La ridotta esposizione solare riduce il rischio di recidive

✅ La pelle ha più tempo per rigenerarsi senza interferenze esterne

✅ È possibile prepararsi al meglio per la stagione estiva con un colorito uniforme

Non solo estetica: la sinergia con la dermatologia

Nel nostro centro, la bellezza e la salute della pelle vanno di pari passo. Per questo, lavoriamo in stretta collaborazione con la nostra equipe dermatologica, non solo per trattare le macchie esistenti, ma anche per prevenire e monitorare le lesioni cutanee, inclusi i tumori della pelle.

Ogni trattamento inizia con un’accurata dermatoscopia digitale con IntelliStudio, che ci permette di distinguere le semplici discromie da eventuali lesioni sospette, garantendo un approccio sicuro e personalizzato per ogni paziente.

👉 Vuoi sapere se il laser Discovery Pico è adatto a te? Prenota una consulenza personalizzata col il dott. Majani e scopri la soluzione più efficace per la tua pelle.

La Luce Pulsata Intensa (Intense Pulsed Light o IPL), nota anche come terapia Flashlamp, rappresenta un approccio estetico all’avanguardia per il miglioramento cutaneo. Questo trattamento non invasivo utilizza impulsi di luce ad alta intensità per affrontare una vasta gamma di inestetismi della pelle, tra cui in particolare i segni dell’invecchiamento e le macchie causate dal sole.

Come Funziona l’IPL

A differenza dei laser che emettono una singola lunghezza d’onda di luce, i dispositivi IPL liberano diverse lunghezze d’onda in ogni impulso di luce, permettendo così un trattamento mirato a seconda dell’inestetismo specifico. La luce emessa penetra la pelle e viene assorbita dai cromofori, o cellule target di colore specifico, trasformando l’energia luminosa in calore. Questo processo danneggia selettivamente le aree problematiche senza intaccare i tessuti circostanti sani.

I dispositivi IPL sono dotati di filtri che raffinano l’emissione di energia, migliorando la precisione del trattamento e riducendo i rischi. Considerata una tecnica di resurfacing non ablativa, l’IPL agisce sugli strati più profondi della pelle stimolando la produzione di collagene e migliorando la qualità delle fibre elastiche senza alterare lo strato superficiale, cosa che invece fanno i trattamenti ablativi con laser CO2.

Vantaggi e Trattamento

Questo metodo si distingue per la sua rapidità ed il minimo tempo di recupero, rendendolo ideale per chi desidera ritornare alle proprie attività quotidiane quasi immediatamente dopo la seduta.

Presso l’ambulatorio chirurgico MIAS di Catania, dedichiamo un’attenzione particolare alla diagnosi dermatologica preliminare per soddisfare le aspettative del paziente. La sicurezza e l’efficacia del trattamento ne fanno un’opzione privilegiata per combattere i segni dell’invecchiamento e migliorare l’aspetto della pelle su viso, collo, decolletè, torace, braccia e mani.

Personalizzazione e Combinazione di Trattamenti

I trattamenti IPL sono personalizzati in base alle esigenze individuali del paziente, e possono essere integrati con altri metodi estetici per risultati ottimali. Generalmente, si consigliano da 3 a 6 sedute di circa 30 minuti ciascuna, con intervalli di tre settimane. Per affrontare più problemi contemporaneamente, potrebbero essere necessarie sedute aggiuntive.

I pazienti riferiscono una sensazione minima di disagio durante il trattamento, spesso paragonata allo schiocco di un elastico sulla pelle. La sicurezza durante le sedute è garantita dall’uso obbligatorio di occhiali protettivi.

Per scoprire come la terapia IPL può trasformare la tua pelle e per personalizzare il trattamento secondo le tue esigenze, contatta l’ambulatorio chirurgico MIAS. Il nostro team è pronto ad assisterti nel percorso verso un aspetto rivitalizzato e radioso.

Benvenuti nel mondo affascinante dei filler, un’arte raffinata che svela il potenziale nascosto della bellezza. Nel nostro viaggio attraverso l’innovazione e l’eccellenza in medicina estetica, oggi esploriamo come i filler, derivanti dal termine inglese “to fill” ovvero riempire, stanno rivoluzionando il concetto di bellezza e benessere. Questi device si sono affermati come soluzioni non solo popolari ma altamente efficaci per esaltare e migliorare l’aspetto di diverse aree del corpo.

I filler, in qualità di trattamenti versatili, aprono un ventaglio di possibilità per chi desidera miglioramenti estetici significativi senza dover necessariamente ricorrere alla chirurgia. Dalla riduzione delle rughe al ripristino di volumi alterati dal tempo o da altri fattori, i filler offrono un’opzione seducente per coloro che ambiscono a ritocchi mirati e risultati immediatamente visibili.

Come Operano i Filler nel Restituire Giovinezza e Bellezza?

I filler, essendo una categoria di dispositivi medici, svolgono un ruolo cruciale nel riempire spazi svuotati, attenuare linee sottili, e stimolare la rigenerazione del tessuto cutaneo. Essi non solo riducono l’aspetto delle rughe, conferendo un effetto anti-età, ma possono anche essere adoperati per migliorare forma, volume e definizione in varie aree, come le labbra, il naso (rinofiller), e per definire l’ovale del viso.

La Varietà e la Scienza dietro i Filler

All’interno di questo articolo, vi guideremo attraverso l’intrigante panorama dei filler, esplorando i diversi tipi disponibili – come l’acido ialuronico, l’idrossiapatite di calcio, l’acido polilattico e il grasso autologo (lipo-filling). Ogni componente possiede caratteristiche uniche, con un comportamento e una durata specifica, permettendo una personalizzazione precisa in base alle esigenze individuali.

Tipologie di Filler e Loro Applicazioni

Come Scegliere il Filler Adatto a Te

La selezione del filler appropriato richiede un’analisi accurata di diversi fattori, tra cui l’area da trattare, l’obiettivo estetico, e la durata desiderata del risultato. Un consulto con un chirurgo plastico esperto è fondamentale per identificare la soluzione più adatta al tuo caso unico.

Dopo il Trattamento: Consigli per un Recupero Ottimale

I trattamenti con filler, generalmente poco invasivi, possono causare lievi gonfiori o arrossamenti, che di solito scompaiono in breve tempo. Per garantire un recupero ottimale, è importante seguire alcune linee guida post-trattamento, come proteggere la pelle dal sole, evitare l’attività fisica intensa per 48 ore, e aderire scrupolosamente alle indicazioni mediche.

Considerazioni Finali

La scelta del filler è fondamentale per risultati soddisfacenti. È essenziale rivolgersi a un chirurgo plastico esperto per un trattamento sicuro e personalizzato. Considera attentamente i vantaggi, la durata dei risultati, e le possibili reazioni per prendere una decisione informata. Con l’approccio giusto e l’assistenza di un professionista, puoi esaltare la tua bellezza in modo sicuro e naturale.

Vi invitiamo a esplorare ulteriormente questo affascinante campo, dove l’arte incontra la scienza, e dove la bellezza e il benessere si fondono in un armonioso equilibrio.

È sbagliato considerare la chirurgia estetica come una scorciatoia per raggiungere senza troppi sforzi i propri obiettivi: una liposcultura non sarà mai un’alternativa ad una dieta dimagrante. Tuttavia, in molti casi, è efficace ricorrere alla chirurgia per pazienti in sovrappeso, a patto di chiarire che questo intervento rimuove solamente i cuscinetti di grasso “che sporgono”, non l’adipe accumulato a causa di un’alimentazione scorretta. Una volta rimossi gli antiestetici accumuli di grasso, i nostri pazienti saranno ancor più motivati a sottoporsi a una dieta per il raggiungimento del loro peso ideale. 

Cos’è la dieta? 

La dieta, intesa come regime alimentare SOSTENIBILE e non necessariamente ipocalorico, deve diventare il vostro stile di vita, da attuare giorno per giorno per la vostra salute. Ciò non significa demonizzare i cibi che più vi  piacciono, siano essi la pizza, la nutella o il gelato, ma vuol dire saper mangiare di tutto, nelle giuste dosi e con la consapevolezza che il nostro corpo cambia, con il passare degli anni. 

Sapere cosa e quanto mangiare non è semplice, soprattutto per chi ha o ha avuto  problemi di vera obesità o per chi ha sofferto di disturbi del comportamento alimentare. Perciò è necessario affidarsi sempre a professionisti seri, non certo a coloro che vorrebbero propinarvi le loro diete miracolose da meno dodici chili al mese oppure a certi personal trainer che, pur di migliorare al massimo le vostre prestazioni fisiche nell’immediato, non esitano ad avvelenare il vostro organismo con diete iperproteiche o peggio, con l’uso di ormoni o di farmaci. 

Affidatevi piuttosto a seri professionisti che sappiano darvi la giusta visione della “dieta”: uno schema flessibile e soprattutto “felice” che possa farvi star bene. 

Come fare?

È importante per noi chirurghi avvalerci della collaborazione di esperti non soltanto nella scienza dell’alimentazione ma che abbiano anche le capacità di rapportarsi al meglio con il paziente e di supportarlo passo dopo passo nel viaggio, non sempre semplice, che li porterà al raggiungimento dell’agognato peso ideale. La nostra struttura si avvale della collaborazione di professionisti specializzati che, avvalendosi di metodiche all’avanguardia e soprattutto di una grande capacità di rapportarsi con il paziente e con le sue problematiche, potranno coadiuvarvi in un percorso di salute ove imparerete la differenza tra mangiare e nutrirsi, senza MAI rinunciare al gusto. 

Provate per credere. 

Il ruolo della medicina e della chirurgia estetica

Condurre uno stile di vita sano, mangiando in modo consapevole e svolgendo una moderata e regolare attività fisica, aiuta a mantenersi in forma, ma spesso non basta per vedersi “bene”.  

A volte può essere addirittura controproducente tentare di cambiare la propria conformazione fisica a tutti i costi con il fai da te. Ognuno di noi ha una morfologia unica che nessuna dieta, nessun esercizio fisico potrà mai modificare. Questo è un dato di fatto eppure sono ancora in molti a illudersi di poter eliminare le adiposità localizzate (pensate alle culotte de cheval, agli hip dips o ad alcune forme di pancetta) dimagrendo a tutto spiano. Gli stessi non sanno che il loro inestetismo è una condizione genetica, ossia i cuscinetti di grasso presentano un numero di cellule molto maggiore rispetto alle zone vicine così, per arrivare ad attenuarli in modo visibile, ci si deve asciugare in tutto il corpo a scapito non soltanto della propria salute, fisica e mentale ma anche del proprio aspetto estetico. Ad esempio per ridurre del 10% le tue cosce che hai in odio, dovrai ridurre il tuo amato seno del 30% il risultato sarà che, essendo dimagrita poco dove volevi e molto dove non volevi, sembrerai ancor più sproporzionata: il dimagrimento localizzato con la dieta non esiste. E, ti dirò di più: quasi sempre non esiste neanche con la medicina estetica: criolipolisi, cavitazione, carbossiterapia, radiofrequenze?

Molte pazienti giungono alla nostra osservazione soltanto dopo ripetute delusioni per aver investito invano le loro risorse economiche su procedure che da un punto di vista scientifico non hanno un valido riscontro. Tali tecniche o non fanno nulla o molto spesso, peggiorano la situazione poiché non hanno la capacità di trattare in maniera uniforme il cuscinetto di grasso, con conseguente comparsa di asimmetrie, solchi e avvallamenti che poi saranno difficili da correggere, anche chirurgicamente.

Bene la dieta dunque, benissimo l’attività fisica ma altrettanto bene la chirurgia estetica, quando serve.

Non se ne può proprio fare a meno qualora si desideri la risoluzione totale e definitiva degli ostinati cuscinetti di grasso localizzati (caviglie, ginocchia, cosce, fianchi, addome, mento…), La tecnologia e le apparecchiature sviluppate negli ultimi anni ci permettono di asportare le cellule adipose in eccesso e di restituire in poche mosse una forma armonica in un modo veramente minimamente invasivo e senza alcun tipo di stress. 

Infatti, le metodiche attualmente utilizzate nel nostro ambulatorio (Vaser-lipo, Laser-lipolisi e Renuvion J-Plasma) sono molto lontane dalla vecchia e nota liposuzione, non presentando in pratica nessun rischio degno di nota per il paziente e consentendogli di tornare alle proprie abitudini in pochi giorni, senza dolori e senza cicatrici.

Il trattamento viene svolto presso il nostro Ambulatorio Chirurgico MIAS di Catania, struttura autorizzata e con a disposizione tutti i presidi per garantire la sicurezza di un atto che, sebbene mininvasivo, è pur sempre un intervento chirurgico e come tale deve essere trattato.

Occorrono circa 30 minuti per ottenere un rimodellamento definitivo in ogni singola area. Il nostro obiettivo? Pazienti soddisfatte di vedersi diverse e belle, senza sacrifici inutili e dannosi per la salute, con risultati stabili nel tempo che possono essere facilmente enfatizzati grazie ad un regime alimentare controllato.

Per una consulenza a 360º vi aspettiamo nei nostri ambulatori. Saremo felici di rendervi felici.

La diastasi dei retti è una condizione comune nelle donne che hanno avuto una o più gravidanze. Essa consegue alla separazione del lato destro da quello sinistro del retto dell’addome (un muscolo che copre la superficie anteriore dell’area dell’addome). La crescita dell’utero durante la gravidanza, infatti, crea talmente tanta pressione internamente all’addome che i muscoli retti si allungano, migrando verso l’esterno e separandosi nella loro parte mediana. 

Dopo quante gravidanze si verifica? 

Spesso, le donne che hanno avuto più gravidanze sviluppano la diastasi dei retti a causa del ripetuto allargamento di questi muscoli in un periodo ridotto. Altre donne, con tessuti muscolari più delicati, possono sviluppare questo problema già dopo una sola gravidanza.

Cosa causa la diastasi addominale?

La condizione è caratterizzata da un gonfiore che dalla parte inferiore dello sterno raggiunge l’ombelico e continua fino all’area pubica. La sua entità aumenta con la contrazione muscolare addominale (ad esempio sollevando le gambe a pancia in su oppure con i colpi di tosse) ed è più evidente nella zona intorno all’ ombelico. L’ampiezza della separazione muscolare è in genere compresa tra i due e i cinque centimetri.

Sebbene la diastasi addominale sia solitamente descritta come una separazione muscolare, il problema principale riguarda il rivestimento, chiamato fascia, che tiene uniti i muscoli addominali. Questo tessuto, se viene trazionato per un periodo lungo come i 9 mesi di una gravidanza, modifica la sua forma ed elasticità in modo permanente. Questo è il motivo per cui anche se ci si allena con una quantità enorme di esercizi addominali, non è possibile correggere la diastasi addominale. Si ritiene, inoltre, che la diastasi sia anche conseguenza degli effetti cumulativi degli ormoni materni, oltre che del notevole aumento di peso che può verificarsi durante la gravidanza.

E’ una condizione rara?

Fino al 70 % di tutte le donne durante la gravidanza manifestano un certo grado di separazione muscolare nel terzo trimestre o nell’immediato periodo post-partum. Questo è naturale e di solito si risolve spontaneamente. La forma permanente di diastasi è molto meno frequente (colpisce dal 10 al 15% delle donne) e di solito si verifica nelle donne che hanno avuto 2 o più gravidanze o hanno partorito neonati di peso superiore a 4 chili.

Che problemi può causare?

Tutti i muscoli addominali sono collegati nella regione centrale, il che significa che l’allargamento che si verifica con la diastasi dei retti può condurre ad una riduzione della forza e delle prestazioni muscolari complessive. 

La diastasi addominale può minare l’autostima del paziente oltre che a causare problemi fisici. Senza intervento chirurgico di ricostruzione della parete addominale, la diastasi può portare alla formazione di ernie, alterata postura, mal di schiena e protrusione degli organi addominali.

Qual’è il trattamento della diastasi dei muscoli retti dell’addome?

Se è presente la diastasi addominale, si possono utilizzare punti di sutura permanenti per riunire i muscoli, riportandoli nella loro corretta posizione anatomica in modo che siano in grado di dare continenza alla parete addominale.

Se la parete addominale rimane poco tonica dopo che i muscoli sono suturati, si potranno trattare anche i muscoli più laterali della parete utilizzando suture ulteriori che possono essere eseguite trasversalmente. Questa tecnica riduce le dimensioni del girovita della paziente oltre a migliorarne la definizione del corpo.

Tale metodica è detta plicatura dei retti addominali ed è solitamente una delle parti fondamentali dell’intervento di chirurgia plastica chiamato addominoplastica.

Tramite l’addominoplastica, il chirurgo è in grado di ritensionare la parete addominale e di eliminare l’eventuale pelle in eccesso.

L’intervento prevede una prima fase in cui viene eseguita un’incisione nella parte inferiore dell’addome, con una  cicatrice che risulterà poi nascosta dallo slip e quindi non visibile. A questo punto, il tessuto cutaneo e sottocutaneo vengono sollevati dalla fascia dei muscoli retti che viene esposta fino alla parte superiore dell’addome creando un tunnel con il quale la diastasi tra i muscoli potrà essere corretta con una sutura.

Una volta calcolata la quantità di pelle in eccesso, si può procedere alla rimozione di quest’ultima e alla chiusura per strati dei tessuti.

L’addominoplastica è un intervento chirurgico che dura circa 3 ore e viene eseguito in anestesia generale da uno specialista in chirurgia plastica ricostruttiva.


Dott. Aldo Majani – Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Ambulatorio Chirurgico MIAS – Catania

Dott. Aldo Majani, Chirurgo Plastico

Ambulatorio Chirurgico MIAS, Catania

I primi segni dell’invecchiamento cutaneo sono senza dubbio le rughe di espressione, causate da una perdita di elasticità e compattezza della pelle. Il trattamento Ultherapy® aiuta a distendere il tessuto attraverso l’innovativa tecnologia degli ultrasuoni microfocalizzati. Il tessuto cutaneo con gli anni perde progressivamente tonicità, compattezza ed elasticità. È soprattutto la diminuzione di elasticità che porta alla comparsa dei primi segni dell’invecchiamento, che sono rappresentati senza dubbio dalle rughe di espressione. Con il passare del tempo alle rughe di espressione si aggiungono anche disidratazione e cedimento del tessuto, caratteristiche che fanno perdere alla pelle freschezza e luminosità. I segni dell’invecchiamento danno al viso un aspetto stanco e affaticato, che neanche un buon riposo notturno riesce a cancellare del tutto.

Ma perché la pelle invecchia? Quali sono le cause che portano nel tempo alla comparsa dei segni dell’invecchiamento?

Le cause dell’invecchiamento possono essere raggruppate in quelle che determinano il cosiddetto crono-aging, e quelle che invece rientrano nel processo di photo-aging. Il primo è l’invecchiamento determinato dalla genetica e dall’età che passa, con il termine photo-aging ci si riferisce invece all’insieme dei segni provocati sulla pelle dall’esposizione cronica al sole. Nel processo di cronoaging rientrano tutte le cause fisiologiche. Intorno ai 25-28 anni di età, nell’organismo inizia a rallentare la produzione di collagene, una proteina che ha un ruolo chiave nel processo di invecchiamento cutaneo.

La pelle è formata da tre strati: epidermide, derma ed ipoderma o tessuto sottocutaneo. L’epidermide è lo strato più esterno, quello che più risente dell’azione degli agenti atmosferici e quello sul quale si manifestano le rughe e gli altri inestetismi cutanei tipici dell’invecchiamento. Il derma è invece il tessuto connettivo, il quale ha un’importante funzione di sostegno e riempimento. Nel derma troviamo collagene, elastina ed acido ialuronico. Le prime sono due proteine, le quali si intrecciano formando una rete solida e stabile a sostengo dell’epidermide, donando al tessuto elasticità e compattezza. L’acido ialuronico è un disaccaride in grado di legarsi a tantissime molecole di acqua, formando una matrice gelatinosa che si insinua nella rete di collagene ed elastina ad aiuta a mantenere idratazione e volumi della pelle. L’ipoderma è formato principalmente dal tessuto adiposo che, con l’invecchiamento tende ad assottigliarsi, accentuando l’aumento di lassità della cute ed il conseguente cedimento verso il basso.

Parlando invece di photo-aging, sappiamo bene che le radiazioni UVA e UVB che compongono i raggi solari portano nell’organismo ad un incremento della produzione di radicali liberi, molecole chimiche particolarmente reattive che quando in eccesso possono provocare danni alle cellule, accelerandone il processo di invecchiamento.

Se volessimo riassumere rapidamente, cronoaging e photo-aging racchiudono le principali cause dell’invecchiamento cutaneo perché portano ad una diminuzione delle riserve di collagene, elastina ed acido ialuronico oltre ad aumentare la produzione di radicali liberi. I segni che ne derivano sono costituiti prevalentemente dalle rughe. Le rughe d’espressione si formano infatti a partire dai movimenti che fanno i muscoli mimici del volto nelle varie espressioni (pensierosa, sorridente, sorpresa, ecc.). Normalmente queste rughe si manifestano con i movimenti dei muscoli pellicciai, ma quando il muscolo si rilassa il volto torna disteso. Quando però la pelle perde elasticità, esse si fissano e nel tempo possono accentuarsi. Le rughe tipiche del photo-aging sono invece definite attiniche, e sono quelle che fanno sembrare la pelle come sgualcita, simile alla trama di un foglio di pergamena.

Il trattamento Ultherapy® è un trattamento non invasivo di medicina estetica che aiuta a ringiovanire il volto proprio favorendo la distensione del tessuto.

Cos’è il Collagene e il suo ruolo per il benessere della pelle

Il collagene è una proteina fibrosa prodotta dai fibroblasti del derma. Essa è la proteina più abbondante presente nei tessuti connettivi del nostro organismo. I tessuti connettivi in genere – ed il derma non fa eccezione – svolgono funzioni di sostegno e di riempimento.

Nel derma il collagene svolge questa funzione in sinergia con l’elastina e l’acido ialuronico. L’elastina è anch’essa una proteina di tipo fibroso, che forma una rete solide e stabile con il collagene, una sorta di “scheletro” sul quale si appoggia l’epidermide trovando il sostegno ideale che le permette di rimanere solida, ma anche elastica. È importante che la pelle mantenga una buona elasticità, perché su un tessuto elastico le rughe fanno più fatica a fissarsi e ad accentuarsi.

Quando le riserve di collagene iniziano a scarseggiare a causa del processo di cronoaging, la pelle inizia a manifestare i principali segni dell’invecchiamento. Si fissano quindi le rughe di espressione (e man mano si accentuano), e inoltre la pelle perde compattezza e tono, tende a cedere ed a scivolare verso il basso, effetto che diventa particolarmente evidente nella zona degli zigomi e nella regione sottomentoniera.

Il collagene quindi è una proteina fondamentale per il benessere della pelle. Quando le riserve nel derma sono a livello ottimali, il tessuto cutaneo appare visibilmente più sano, tonico e luminoso. Stimolare la produzione di collagene è quindi utile per mantenere più a lungo compattezza ed elasticità della pelle, caratteristiche che si traducono in un viso giovane, fresco e luminoso.

Cos’è la neocollagenesi?

Con il termine neocollagenesi si intende la produzione di nuove molecole di collagene da parte dei fibroblasti. È necessario che via sia un efficiente ricambio, perché le molecole più vecchie ad un certo punto vengono degradate da parte dell’organismo stesso, per cui sono necessarie molecole di nuova sintesi per sostituire efficacemente le vecchie e mantenere il tessuto cutaneo naturalmente bello ed armonioso.

Come funziona Ultherapy®

Il trattamento Ultherapy® è stato messo a punto proprio per questa necessità. Esso utilizza una tecnologia innovativa a base di ultrasuoni microfocalizzati eco guidati per stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene.

Il principio attraverso il quale viene stimolata la neocollagenesi e quello del calore emesso dagli ultrasuoni ad una determinata frequenza. La vera innovazione di Ultherapy® sta però soprattutto nell’utilizzo della guida ecografica, la quale permette al medico di vedere in tempo reale l’area e la profondità alla quale sta operando.

Ultherapy® porta passo passo ad una distensione della pelle attraverso un duplice effetto: in profondità stimola la produzione di collagene, più in superficie porta invece ad una contrazione delle fibre esistenti migliorando la tonicità e la compattezza della pelle.

I risultati progressivi del trattamento nelle diverse aree di applicazione

Ultherapy® viene utilizzato con successo nelle aree nelle quali sono presenti rughe e lassità cutanea, ed in particolare su viso, collo e decolleté. Spesso ci si concentra molto sul viso per mantenere la pelle giovane più a lungo, ma non bisogna fare l’errore di trascurare collo e decolleté. Queste due aree sono comunque esposte, e inoltre la pelle è più sottile per cui più sensibile a rughe e lassità cutanea.

I risultati di Ultherapy® in tutte e tre le zone sono sostanzialmente una distensione della pelle, attraverso una riduzione delle rughe ed un miglioramento di tonicità e compattezza del tessuto, che portano ad un ringiovanimento naturale ed armonioso. I risultati sono immediatamente visibili per una parte, ma poi migliorano nel tempo e nei mesi successivi, tempo necessario ai fibroblasti per produrre nuovo collagene e ripristinare le riserve presenti nel derma.

A confronto i dottori Ugo e Aldo Majani, medici dell’ambulatorio di Chirurgia Estetica Mininvasiva “MIAS” di Catania.

Il dott. Aldo Majani durante la sua formazione professionale ha avuto molti maestri. Dopo essersi specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, si è perfezionato a Parigi e a Stoccolma. In quest’ultima città è stato fellow nella prestigiosa Akademikliniken, dove, ha appreso direttamente dal suo direttore, il prof. Per Heden, i piccoli segreti che consentono l’esecuzione ottimale di un intervento semplice solo in apparenza: la mastoplastica additiva con uso di protesi.

Il dott. Ugo Majani, al contrario del figlio Aldo, dichiara di aver messo a punto “di testa propria” – senza mentori ma, ovviamente, dopo anni di studio – le sue tecniche chirurgiche. È stato anche tra i primi, vent’anni fa, quando la procedura era ancora molto discussa, a utilizzare il tessuto adiposo nell’aumento volumetrico e nel rimodellamento del seno femminile.

Mettiamo a confronto due generazioni di chirurghi estetici, con punti di vista, spesso diversi, ma in grado di fare sintesi e di completarsi a vicenda in una professione che li vede impegnati, con entusiasmo e a tempo pieno, nel loro ambulatorio chirurgico.

Dott. Ugo: «L’idea di rimodellare integralmente un profilo corporeo esclusivamente con il tessuto adiposo, mi torna sempre in mente quando mi capita di vedere donne con grossi sederi, fianchi larghi e seni quasi inesistenti. In questi caso, basta trasferire il loro stesso grasso dal “sud” al “nord” del loro corpo ed ecco che è possibile ottenere, come d’incanto, glutei ben modellati e, nello stesso tempo, un seno favoloso».

Dott. Aldo: «D’accordo, ma dovresti anche dire che una sola seduta di lipofilling al seno non è quasi mai sufficiente. C’è sempre una quota di grasso che si riassorbe anche mediante vaser».

Dott. Ugo: «Sarà vero ciò che dici, ma dobbiamo anche ammettere che, per esempio, chi ha grasso in eccesso all’esterno delle cosce, lo ha quasi sempre all’interno e alle ginocchia. Allora, nessuno ti vieta di fare un doppio step: prima una seduta sull’esterno rimodellando contemporaneamente il seno e poi, dopo un paio di mesi, trattare l’interno e aggiungere ancora grasso alle mammelle. Due sedute, come sai bene, saranno sufficienti per dare un risultato stabile nel tempo, e poi… vuoi mettere? Nessuna protesi potrà darti un risultato così naturale che neanche il più smaliziato dei chirurghi plastici sarà in grado di accorgersi che la paziente ha subìto un intervento al seno. Non è così con le protesi: puoi essere bravo quanto vuoi, ma saranno sempre palpabili, da mani esperte».

Dott. Aldo: «Palpabili sì, ma fino a un certo punto. Le protesi, caro mio, non sono più quelle di vent’anni fa: “palle di silicone”, come le definivi tu. E le tecniche chirurgiche, lo sai bene, si sono molto evolute. Se l’intervento è ben eseguito e si decide per un tipo di protesi che sia in armonia con la silhouette della paziente, i risultati estetici saranno sempre più che soddisfacenti. E poi il lipofilling non è per tutte: se una ragazza ha una prima scarsa e necessita almeno di una terza piena per essere ben proporzionata e non ha grasso in eccesso, mi dici come fai? La metti “all’ingrasso?”».

Dott. Ugo: «D’accordo. In questo caso hai ragione tu: la protesi sarà l’unica soluzione. Ma che sia la protesi giusta e soprattutto messa, con una tecnica chirurgica accurata, nella posizione corretta in modo da non far somigliare i nuovi seni a due angurie dure e immobili come quelle che troppo spesso ci capita di vedere…».

Dott. Aldo: «Sono andato in giro per il mondo a imparare dai migliori chirurghi plastici proprio per evitare simili risultati. La naturalezza del risultato, per me, viene prima di tutto».

Dott. Ugo: «Te ne do atto. Allora, in sintesi possiamo dire che:

Dott. Aldo: «Sì, per questa volta».

Di Aldo Majani e Ugo Majani

La questione del cambio protesi è piuttosto importante e non di semplice soluzione. In genere, le case produttrici più importanti (Polytech, Motiva, Mentor) indicano che i loro impianti sono garantiti “a vita”, questo, però, non significa affatto che l’intervento di mastoplastica additiva sia uno e per sempre!

La garanzia a vita delle protesi di ultima generazione indica che sono state testate al fine di assicurare di non essere oggetto ad usura o rottura, cosa che invece potrebbe accadere agli impianti più datati.

Ma la garanzia non copre i rischi che potrebbero derivare dall’errato posizionamento della protesi e ovviamente neanche quelli legati alle reazioni dell’organismo all’impianto, con conseguente formazione di una spessa capsula fibrosa patologica che potrebbe rendere necessario una nuova procedura chirurgica col posizionamento di un nuovo impianto.

Quali sono i motivi per cui si vuole sostituire la protesi?

Al giorno d’oggi, nella maggioranza dei casi, la paziente desidera cambiare le protesi per altri motivi. Ad esempio, mentre il corpo cambia nel tempo, la protesi resta sempre la stessa e quindi dopo dieci o vent’anni può non essere più idonea alla nuova fisicità. Inoltre, possono esser cambiati i gusti della nostra paziente: adesso, magari desidera un seno più piccolo o più grande o addirittura ci chiede di eliminare definitivamente l’impianto. D’altra parte, succede spesso che il nostro look dei venticinque anni oggi non ci soddisfi più.

Per tali motivi, la sostituzione di una protesi al seno raramente è dovuta a problematiche inerenti all’impianto, per questa ragione possiamo affermare che le protesi non hanno più una ‘scadenza’ definita.

Quanto durano le protesi mammarie? Dipende!

Fino ad un po’ di tempo fa, si considerava la durata media delle protesi intorno ai 10 anni. Attualmente, invece, l’interno delle protesi di ultima generazione viene realizzato con una soluzione in silicone dalla consistenza molto più compatta.  In questo modo, in caso di rottura, il materiale contenuto all’interno non si disperde nel corpo. Anche la parete esterna delle protesi è stata rinforzata rispetto al passato, cosicché la loro durata media si è allungata a 15/20 anni, in assenza di complicazioni.

Va anche detto che, dal momento che i casi di rottura sono spesso asintomatici, è indispensabile sottoporsi ai controlli periodici. Questi controlli garantiranno che le protesi siano integre, ben posizionate e senza alterazioni o deformazioni. In caso contrario daranno le indicazioni per procedere ad una sostituzione.

Ricorda: per un autotrapianto efficace non basta essere solo performanti, ma è indispensabile anche il buon gusto italiano.

Di Ugo Majani

Un po’ di storia…

Siamo stati tra i primi ad adottare la tecnica FUE (estrazione dell’unità follicolare), quando ancora la metodica suscitava molte perplessità per via dei danni che si paventavano alle unità follicolari a causa della loro inevitabile estrazione “alla cieca” rispetto alla più accurata – così si diceva – FUSS che prevedeva l’estrazione di una striscia di cuoio capelluto e la successiva preparazione dei follicoli al microscopio. Altro problema era rappresentato dalla rasatura totale dei capelli, sgradita soprattutto al sesso femminile. Ma il vantaggio innegabile rispetto alla tecnica precedente era una minor invasività, l’assenza di cicatrici visibili, e un decorso postoperatorio decisamente migliore.

Con il passare degli anni, grazie all’adozione di idonee apparecchiature, si è arrivati a un’estrazione dei follicoli sempre più precisa e si sono raggiunti grandi numeri per quel che concerne l’impianto delle unità follicolari. Tuttavia, restava sempre il problema della rasatura totale dei capelli non gradita a molti.

Mini Fue

Qualche anno fa, abbiamo messo a punto una tecnica che prevede una rasatura solo parziale e che viene mimetizzata dai capelli immediatamente soprastanti (lasciati ovviamente molto lunghi).

Abbiamo chiamato questa tecnica “mini fue” che prevede al massimo l’estrazione e il successivo inserimento di non più di 1000 unità follicolari. È un classico intervento da “pausa pranzo” ideale per il sesso femminile, per gli uomini molto giovani con forme lievi di alopecia per i quali è necessario preservare il più possibile le riserve donatrici e nelle situazioni in cui la perdita dei capelli è dovuta non alla classica alopecia androgenetica ma a altre patologie.

La utilizziamo soprattutto nell’alopecia fibrosante frontale caratteristica delle donne in post menopausa o nelle forme cicatriziali da traumi, nelle ustioni e in tutti quei casi in cui prevediamo un attecchimento problematico dei capelli trapiantati.

Fattori di crescita piastrinica e lipofilling (trapianto di grasso)

Utilizziamo la medicina rigenerativa e le cellule staminali contenute nel grasso proprio per permettere un attecchimento ottimale dei follicoli piliferi che verranno trapiantati in un secondo momento.

Siamo orgogliosi di essere stati i primi in Italia a utilizzare il grasso come “fertilizzante” prima di procedere al trapianto di capelli in un paziente che presentava un’importante cicatrice post-traumatica del cuoio capelluto.

Tecnologia? Sì, ma senza esagerare.

Un importante aiuto nella fase di prelievo è ottenibile grazie all’uso di apparecchiature motorizzate dalle più semplici alle più sofisticate, quale il Mamba in nostra dotazione. Molto utili gli “implanters” che hanno velocizzato di molto l’innesto delle unità follicolari.

Nutro molte perplessità riguardo le apparecchiature robotizzate che dovrebbero sostituire le nostre mani: aumentano enormemente i costi dell’intervento e sono ancora lontane da raggiungere l’efficienza e la velocità di un’equipe chirurgica ben affiatata.

A proposito di buon gusto

Essere rapidi nell’estrarre e nel trapiantare i bulbi è sicuramente molto importante. Ma non è certamente la componente principale per il raggiungimento di un risultato estetico ideale.

Per intenderci: il risultato estetico sarà molto migliore impiantando 2500 unità follicolari in modo ragionato piuttosto che metterne mille in più a caso, o quasi. Purtroppo, spinti come siamo a una non sempre sana corsa contro il tempo, impiantando sempre più unità follicolari nell’unità di tempo, capita di vedere sempre più spesso teste a forma di caschetto troppo perfette per essere vere.

Se vogliamo delle capigliature veramente naturali, è basilare che a livello dell’attaccatura frontale i capelli siano un po’ più sottili e leggermente più diradati rispetto a quelli delle file immediatamente retrostanti e ciò non sarà possibile se impiantiamo a casaccio.

Per questo ci prendiamo un po’ di tempo per differenziare i capelli estratti: i monofollicolari formati da un unico capello sottile che andranno posizionati dai bi-, i tri- e i tetrafollicolari dal fusto più spesso e coprente da trapiantare nelle aree a densità maggiore.

Un’altra cosa importantissima per un trapianto ben fatto è un accurato studio preliminare del viso del nostro paziente: una cosa è impiantare un paziente col viso tondo e i lineamenti regolari, un’altra impiantare un paziente con un viso allungato e smagrito. Non è possibile fare a tutti lo stesso disegno dell’attaccatura, dal momento che questa non è meno importante per definire una fisionomia della forma del naso o degli occhi.

“Non è solo un seno troppo piccolo ad essere un problema per le donne, ma spesso anche la gigantomastia, ossia l’ipertrofia delle mammelle, può causare problemi posturali.

Un intervento chirurgico di mastoplastica riduttiva in questi casi è l’unica soluzione”.

Aldo Majani

L’aumento di volume del seno è uno tra gli interventi più richiesti al chirurgo plastico. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: parliamo di una patologia nota con il termine di gigantomastia.

La gigantomastia o macromastia è associata ad una crescita anomala del seno femminile, la quale può verificarsi per cause di natura ormonale oppure per un eccesso di tessuto adiposo. La prima è la gigantomastia “vera”, e può coinvolgere tutte le donne, mentre la seconda è legata di più ad una condizione di obesità. A volte anche la gravidanza e l’allattamento possono lasciare un seno di dimensioni maggiori rispetto a prima, il che può portare la donna a non sentirsi più in armonia con il proprio corpo.

La crescita eccessiva del seno può essere simmetrica, e quindi coinvolgere entrambe le mammelle, oppure asimmetrica, quindi più accentuata in uno dei due seni rispetto all’altro.

In entrambi i casi si verifica un aumento della dimensione della mammella decisamente sproporzionata rispetto al tronco, e questa condizione può portare ad una serie di problematiche, le quali coinvolgono non solo la salute, ma anche la vita della persona nel suo complesso.

Dal punto di vista della salute il peso eccessivo del seno può causare in primis problemi di postura, facendo assumere delle posizioni innaturali alla colonna vertebrale. Se guardiamo invece la sfera personale e sociale, una donna che presenti un problema di gigantomastia potrebbe avere dei problemi a trovare degli indumenti comodi da indossare, o anche a svolgere alcune attività sportive. Pensiamo al momento nel quale una ragazza adolescente con un seno di dimensioni eccessive debba praticare attività fisica a scuola nell’ora di educazione motoria: ella si troverà senza dubbio un po’ in imbarazzo, tanto da trovare una scusa per chiedere l’esonero.

Le pazienti che si rivolgono al chirurgo per la diminuzione di dimensioni e volume del proprio seno hanno in genere tutte le età: si parte per l’appunto dall’adolescenza, fino ad arrivare alla post-menopausa.

Nelle più giovani è spesso (se non sempre) presente una condizione di mastopatia fibrosa, invece nelle più adulte è più frequente la presenza di mastopatia fibroso-cistica.

Quali sono le ragioni che spingono le donne a un intervento di mastoplatica riduttiva?

Il motivo che spinge le donne a chiedere un intervento di mastoplastica riduttiva non è uno solo. Dal punto di vista fisico, sostenere un peso sproporzionato rispetto al tronco porte inevitabilmente a fastidi alla colonna vertebrale ed alla schiena. Da un punto di vista sociale un seno troppo grande e non in armonia con il resto del corpo, magari minuto, può portare la donna a non sentirsi “adeguata” nel proprio corpo, con conseguente disagio ed imbarazzo anche nei rapporti sociali e nella sfera sessuale.

Non esiste, quindi, solo la mastoplastica additiva. La mastoplastica riduttiva è un intervento chirurgico che in caso di gigantomastia non solo è auspicabile, ma è quasi sempre necessario ai fini di evitare tutti quei disturbi che possono derivare da una mammella troppo pesante e difficile fisicamente da sostenere.

La mastoplastica riduttiva in presenza di gigantomastia può essere eseguita a tutte le età, quindi anche nelle ragazze più giovani. L’importante però, è che il seno la crescita del seno si sia stabilizzata e quindi che il volume sul quale si andrà ad operare è quello definitivo. L’intervento ha lo scopo di diminuire il volume delle mammelle e di rimodellarle, per conferire alle stesse un aspetto più gradevole ed impedire il verificarsi di tutti i disturbi connessi.

Gigantomastia: quali sono i disturbi più frequenti?

La mammella pesante può creare problematiche a livello dell’apparato scheletrico. Per sostenere il peso del seno il tronco tende ad incurvarsi, il che si evidenzia in una classica “gobba”, che con un termine più scientifico viene identificata come cifosi.

Questa postura innaturale, oltre a non essere bella da vedere, può portare nel tempo ad una serie di fastidi quali cefalee, dolore alle spalle, nella zona cervicale e nella zona lombosacrale. Il motivo è che la parte superiore del tronco è sempre in tensione per provare a sostenere il peso eccessivo del seno e cercare di mantenere il baricentro del corpo in equilibrio.

Nei solchi sottomammari è presente una continua umidità, la quale predispone a problemi dermatologici, irritazioni ed eritemi. Le donne affetta da gigantomastia spesso presentano dolori più persistenti al seno nel periodo premestruale. Il peso della mammella può infine portare a delle posture innaturali che possono comprimere alcuni nervi.

Nella vita giornaliera a volte si hanno delle difficoltà a svolgere le normali attività, o meglio i movimenti che si compiono sono in qualche modo “viziati” perché devono tenere conto del peso e dell’ingombro della mammella. Si fa fatica a trovare vestiti adeguati, aspetto che porta a sentirsi a disagio anche nei rapporti con gli altri. Si possono incontrare delle difficoltà a svolgere alcune attività sportive. Spesso anche la vita sessuale è compromessa perché non ci si sente in armonia con il proprio corpo.

Gigantomastia: quali sono le cause?

La causa della gigantomastia non è nota. La genetica e un iper-sensibilità agli ormoni femminili, quali prolattina ed estrogeni, svolgono sicuramente un ruolo determinante nella sua patogenesi. Alcuni farmaci possono indurne la comparsa, così come la gestazione.

A seconda dell’evento “trigger” che ha scatenato la gigantomastia possiamo classificare le seguenti forme di patologia:

Come si svolge un intervento chirurgico di mastoplastica riduttiva?

Esistono svariate tecniche di chirurgia plastica per la riduzione del seno.

L’obiettivo comune è la rimozione di un segmento inferiore di ghiandola e il riposizionamento del complesso areola-capezzolo in modo da ripristinare una forma e un idoneo volume del seno.

In tutti gli interventi viene rimossa una porzione di cute e di adipe/ghiandola. La ghiandola residua e la cute vengono disposte in modo da limitare il più possibile le dimensioni delle cicatrici. Il complesso areola-capezzolo viene trasferito nella nuova posizione con il suo peduncolo vascolo-nervoso, in modo da evitare problemi di vascolarizzazione e di sensibilità. La ghiandola mammaria, grazie al nostro rimodellamento chirurgico, appare meglio distribuita cosicché il seno conserva un aspetto florido nonostante la sua riduzione sia in peso che in volume.