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È sbagliato considerare la chirurgia estetica come una scorciatoia per raggiungere senza troppi sforzi i propri obiettivi: una liposcultura non sarà mai un’alternativa ad una dieta dimagrante. Tuttavia, in molti casi, è efficace ricorrere alla chirurgia per pazienti in sovrappeso, a patto di chiarire che questo intervento rimuove solamente i cuscinetti di grasso “che sporgono”, non l’adipe accumulato a causa di un’alimentazione scorretta. Una volta rimossi gli antiestetici accumuli di grasso, i nostri pazienti saranno ancor più motivati a sottoporsi a una dieta per il raggiungimento del loro peso ideale. 

Cos’è la dieta? 

La dieta, intesa come regime alimentare SOSTENIBILE e non necessariamente ipocalorico, deve diventare il vostro stile di vita, da attuare giorno per giorno per la vostra salute. Ciò non significa demonizzare i cibi che più vi  piacciono, siano essi la pizza, la nutella o il gelato, ma vuol dire saper mangiare di tutto, nelle giuste dosi e con la consapevolezza che il nostro corpo cambia, con il passare degli anni. 

Sapere cosa e quanto mangiare non è semplice, soprattutto per chi ha o ha avuto  problemi di vera obesità o per chi ha sofferto di disturbi del comportamento alimentare. Perciò è necessario affidarsi sempre a professionisti seri, non certo a coloro che vorrebbero propinarvi le loro diete miracolose da meno dodici chili al mese oppure a certi personal trainer che, pur di migliorare al massimo le vostre prestazioni fisiche nell’immediato, non esitano ad avvelenare il vostro organismo con diete iperproteiche o peggio, con l’uso di ormoni o di farmaci. 

Affidatevi piuttosto a seri professionisti che sappiano darvi la giusta visione della “dieta”: uno schema flessibile e soprattutto “felice” che possa farvi star bene. 

Come fare?

È importante per noi chirurghi avvalerci della collaborazione di esperti non soltanto nella scienza dell’alimentazione ma che abbiano anche le capacità di rapportarsi al meglio con il paziente e di supportarlo passo dopo passo nel viaggio, non sempre semplice, che li porterà al raggiungimento dell’agognato peso ideale. La nostra struttura si avvale della collaborazione di professionisti specializzati che, avvalendosi di metodiche all’avanguardia e soprattutto di una grande capacità di rapportarsi con il paziente e con le sue problematiche, potranno coadiuvarvi in un percorso di salute ove imparerete la differenza tra mangiare e nutrirsi, senza MAI rinunciare al gusto. 

Provate per credere. 

Il ruolo della medicina e della chirurgia estetica

Condurre uno stile di vita sano, mangiando in modo consapevole e svolgendo una moderata e regolare attività fisica, aiuta a mantenersi in forma, ma spesso non basta per vedersi “bene”.  

A volte può essere addirittura controproducente tentare di cambiare la propria conformazione fisica a tutti i costi con il fai da te. Ognuno di noi ha una morfologia unica che nessuna dieta, nessun esercizio fisico potrà mai modificare. Questo è un dato di fatto eppure sono ancora in molti a illudersi di poter eliminare le adiposità localizzate (pensate alle culotte de cheval, agli hip dips o ad alcune forme di pancetta) dimagrendo a tutto spiano. Gli stessi non sanno che il loro inestetismo è una condizione genetica, ossia i cuscinetti di grasso presentano un numero di cellule molto maggiore rispetto alle zone vicine così, per arrivare ad attenuarli in modo visibile, ci si deve asciugare in tutto il corpo a scapito non soltanto della propria salute, fisica e mentale ma anche del proprio aspetto estetico. Ad esempio per ridurre del 10% le tue cosce che hai in odio, dovrai ridurre il tuo amato seno del 30% il risultato sarà che, essendo dimagrita poco dove volevi e molto dove non volevi, sembrerai ancor più sproporzionata: il dimagrimento localizzato con la dieta non esiste. E, ti dirò di più: quasi sempre non esiste neanche con la medicina estetica: criolipolisi, cavitazione, carbossiterapia, radiofrequenze?

Molte pazienti giungono alla nostra osservazione soltanto dopo ripetute delusioni per aver investito invano le loro risorse economiche su procedure che da un punto di vista scientifico non hanno un valido riscontro. Tali tecniche o non fanno nulla o molto spesso, peggiorano la situazione poiché non hanno la capacità di trattare in maniera uniforme il cuscinetto di grasso, con conseguente comparsa di asimmetrie, solchi e avvallamenti che poi saranno difficili da correggere, anche chirurgicamente.

Bene la dieta dunque, benissimo l’attività fisica ma altrettanto bene la chirurgia estetica, quando serve.

Non se ne può proprio fare a meno qualora si desideri la risoluzione totale e definitiva degli ostinati cuscinetti di grasso localizzati (caviglie, ginocchia, cosce, fianchi, addome, mento…), La tecnologia e le apparecchiature sviluppate negli ultimi anni ci permettono di asportare le cellule adipose in eccesso e di restituire in poche mosse una forma armonica in un modo veramente minimamente invasivo e senza alcun tipo di stress. 

Infatti, le metodiche attualmente utilizzate nel nostro ambulatorio (Vaser-lipo, Laser-lipolisi e Renuvion J-Plasma) sono molto lontane dalla vecchia e nota liposuzione, non presentando in pratica nessun rischio degno di nota per il paziente e consentendogli di tornare alle proprie abitudini in pochi giorni, senza dolori e senza cicatrici.

Il trattamento viene svolto presso il nostro Ambulatorio Chirurgico MIAS di Catania, struttura autorizzata e con a disposizione tutti i presidi per garantire la sicurezza di un atto che, sebbene mininvasivo, è pur sempre un intervento chirurgico e come tale deve essere trattato.

Occorrono circa 30 minuti per ottenere un rimodellamento definitivo in ogni singola area. Il nostro obiettivo? Pazienti soddisfatte di vedersi diverse e belle, senza sacrifici inutili e dannosi per la salute, con risultati stabili nel tempo che possono essere facilmente enfatizzati grazie ad un regime alimentare controllato.

Per una consulenza a 360º vi aspettiamo nei nostri ambulatori. Saremo felici di rendervi felici.

Dott. Aldo Majani, Chirurgo Plastico

Ambulatorio Chirurgico MIAS, Catania

I primi segni dell’invecchiamento cutaneo sono senza dubbio le rughe di espressione, causate da una perdita di elasticità e compattezza della pelle. Il trattamento Ultherapy® aiuta a distendere il tessuto attraverso l’innovativa tecnologia degli ultrasuoni microfocalizzati. Il tessuto cutaneo con gli anni perde progressivamente tonicità, compattezza ed elasticità. È soprattutto la diminuzione di elasticità che porta alla comparsa dei primi segni dell’invecchiamento, che sono rappresentati senza dubbio dalle rughe di espressione. Con il passare del tempo alle rughe di espressione si aggiungono anche disidratazione e cedimento del tessuto, caratteristiche che fanno perdere alla pelle freschezza e luminosità. I segni dell’invecchiamento danno al viso un aspetto stanco e affaticato, che neanche un buon riposo notturno riesce a cancellare del tutto.

Ma perché la pelle invecchia? Quali sono le cause che portano nel tempo alla comparsa dei segni dell’invecchiamento?

Le cause dell’invecchiamento possono essere raggruppate in quelle che determinano il cosiddetto crono-aging, e quelle che invece rientrano nel processo di photo-aging. Il primo è l’invecchiamento determinato dalla genetica e dall’età che passa, con il termine photo-aging ci si riferisce invece all’insieme dei segni provocati sulla pelle dall’esposizione cronica al sole. Nel processo di cronoaging rientrano tutte le cause fisiologiche. Intorno ai 25-28 anni di età, nell’organismo inizia a rallentare la produzione di collagene, una proteina che ha un ruolo chiave nel processo di invecchiamento cutaneo.

La pelle è formata da tre strati: epidermide, derma ed ipoderma o tessuto sottocutaneo. L’epidermide è lo strato più esterno, quello che più risente dell’azione degli agenti atmosferici e quello sul quale si manifestano le rughe e gli altri inestetismi cutanei tipici dell’invecchiamento. Il derma è invece il tessuto connettivo, il quale ha un’importante funzione di sostegno e riempimento. Nel derma troviamo collagene, elastina ed acido ialuronico. Le prime sono due proteine, le quali si intrecciano formando una rete solida e stabile a sostengo dell’epidermide, donando al tessuto elasticità e compattezza. L’acido ialuronico è un disaccaride in grado di legarsi a tantissime molecole di acqua, formando una matrice gelatinosa che si insinua nella rete di collagene ed elastina ad aiuta a mantenere idratazione e volumi della pelle. L’ipoderma è formato principalmente dal tessuto adiposo che, con l’invecchiamento tende ad assottigliarsi, accentuando l’aumento di lassità della cute ed il conseguente cedimento verso il basso.

Parlando invece di photo-aging, sappiamo bene che le radiazioni UVA e UVB che compongono i raggi solari portano nell’organismo ad un incremento della produzione di radicali liberi, molecole chimiche particolarmente reattive che quando in eccesso possono provocare danni alle cellule, accelerandone il processo di invecchiamento.

Se volessimo riassumere rapidamente, cronoaging e photo-aging racchiudono le principali cause dell’invecchiamento cutaneo perché portano ad una diminuzione delle riserve di collagene, elastina ed acido ialuronico oltre ad aumentare la produzione di radicali liberi. I segni che ne derivano sono costituiti prevalentemente dalle rughe. Le rughe d’espressione si formano infatti a partire dai movimenti che fanno i muscoli mimici del volto nelle varie espressioni (pensierosa, sorridente, sorpresa, ecc.). Normalmente queste rughe si manifestano con i movimenti dei muscoli pellicciai, ma quando il muscolo si rilassa il volto torna disteso. Quando però la pelle perde elasticità, esse si fissano e nel tempo possono accentuarsi. Le rughe tipiche del photo-aging sono invece definite attiniche, e sono quelle che fanno sembrare la pelle come sgualcita, simile alla trama di un foglio di pergamena.

Il trattamento Ultherapy® è un trattamento non invasivo di medicina estetica che aiuta a ringiovanire il volto proprio favorendo la distensione del tessuto.

Cos’è il Collagene e il suo ruolo per il benessere della pelle

Il collagene è una proteina fibrosa prodotta dai fibroblasti del derma. Essa è la proteina più abbondante presente nei tessuti connettivi del nostro organismo. I tessuti connettivi in genere – ed il derma non fa eccezione – svolgono funzioni di sostegno e di riempimento.

Nel derma il collagene svolge questa funzione in sinergia con l’elastina e l’acido ialuronico. L’elastina è anch’essa una proteina di tipo fibroso, che forma una rete solide e stabile con il collagene, una sorta di “scheletro” sul quale si appoggia l’epidermide trovando il sostegno ideale che le permette di rimanere solida, ma anche elastica. È importante che la pelle mantenga una buona elasticità, perché su un tessuto elastico le rughe fanno più fatica a fissarsi e ad accentuarsi.

Quando le riserve di collagene iniziano a scarseggiare a causa del processo di cronoaging, la pelle inizia a manifestare i principali segni dell’invecchiamento. Si fissano quindi le rughe di espressione (e man mano si accentuano), e inoltre la pelle perde compattezza e tono, tende a cedere ed a scivolare verso il basso, effetto che diventa particolarmente evidente nella zona degli zigomi e nella regione sottomentoniera.

Il collagene quindi è una proteina fondamentale per il benessere della pelle. Quando le riserve nel derma sono a livello ottimali, il tessuto cutaneo appare visibilmente più sano, tonico e luminoso. Stimolare la produzione di collagene è quindi utile per mantenere più a lungo compattezza ed elasticità della pelle, caratteristiche che si traducono in un viso giovane, fresco e luminoso.

Cos’è la neocollagenesi?

Con il termine neocollagenesi si intende la produzione di nuove molecole di collagene da parte dei fibroblasti. È necessario che via sia un efficiente ricambio, perché le molecole più vecchie ad un certo punto vengono degradate da parte dell’organismo stesso, per cui sono necessarie molecole di nuova sintesi per sostituire efficacemente le vecchie e mantenere il tessuto cutaneo naturalmente bello ed armonioso.

Come funziona Ultherapy®

Il trattamento Ultherapy® è stato messo a punto proprio per questa necessità. Esso utilizza una tecnologia innovativa a base di ultrasuoni microfocalizzati eco guidati per stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene.

Il principio attraverso il quale viene stimolata la neocollagenesi e quello del calore emesso dagli ultrasuoni ad una determinata frequenza. La vera innovazione di Ultherapy® sta però soprattutto nell’utilizzo della guida ecografica, la quale permette al medico di vedere in tempo reale l’area e la profondità alla quale sta operando.

Ultherapy® porta passo passo ad una distensione della pelle attraverso un duplice effetto: in profondità stimola la produzione di collagene, più in superficie porta invece ad una contrazione delle fibre esistenti migliorando la tonicità e la compattezza della pelle.

I risultati progressivi del trattamento nelle diverse aree di applicazione

Ultherapy® viene utilizzato con successo nelle aree nelle quali sono presenti rughe e lassità cutanea, ed in particolare su viso, collo e decolleté. Spesso ci si concentra molto sul viso per mantenere la pelle giovane più a lungo, ma non bisogna fare l’errore di trascurare collo e decolleté. Queste due aree sono comunque esposte, e inoltre la pelle è più sottile per cui più sensibile a rughe e lassità cutanea.

I risultati di Ultherapy® in tutte e tre le zone sono sostanzialmente una distensione della pelle, attraverso una riduzione delle rughe ed un miglioramento di tonicità e compattezza del tessuto, che portano ad un ringiovanimento naturale ed armonioso. I risultati sono immediatamente visibili per una parte, ma poi migliorano nel tempo e nei mesi successivi, tempo necessario ai fibroblasti per produrre nuovo collagene e ripristinare le riserve presenti nel derma.

A confronto i dottori Ugo e Aldo Majani, medici dell’ambulatorio di Chirurgia Estetica Mininvasiva “MIAS” di Catania.

Il dott. Aldo Majani durante la sua formazione professionale ha avuto molti maestri. Dopo essersi specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, si è perfezionato a Parigi e a Stoccolma. In quest’ultima città è stato fellow nella prestigiosa Akademikliniken, dove, ha appreso direttamente dal suo direttore, il prof. Per Heden, i piccoli segreti che consentono l’esecuzione ottimale di un intervento semplice solo in apparenza: la mastoplastica additiva con uso di protesi.

Il dott. Ugo Majani, al contrario del figlio Aldo, dichiara di aver messo a punto “di testa propria” – senza mentori ma, ovviamente, dopo anni di studio – le sue tecniche chirurgiche. È stato anche tra i primi, vent’anni fa, quando la procedura era ancora molto discussa, a utilizzare il tessuto adiposo nell’aumento volumetrico e nel rimodellamento del seno femminile.

Mettiamo a confronto due generazioni di chirurghi estetici, con punti di vista, spesso diversi, ma in grado di fare sintesi e di completarsi a vicenda in una professione che li vede impegnati, con entusiasmo e a tempo pieno, nel loro ambulatorio chirurgico.

Dott. Ugo: «L’idea di rimodellare integralmente un profilo corporeo esclusivamente con il tessuto adiposo, mi torna sempre in mente quando mi capita di vedere donne con grossi sederi, fianchi larghi e seni quasi inesistenti. In questi caso, basta trasferire il loro stesso grasso dal “sud” al “nord” del loro corpo ed ecco che è possibile ottenere, come d’incanto, glutei ben modellati e, nello stesso tempo, un seno favoloso».

Dott. Aldo: «D’accordo, ma dovresti anche dire che una sola seduta di lipofilling al seno non è quasi mai sufficiente. C’è sempre una quota di grasso che si riassorbe anche mediante vaser».

Dott. Ugo: «Sarà vero ciò che dici, ma dobbiamo anche ammettere che, per esempio, chi ha grasso in eccesso all’esterno delle cosce, lo ha quasi sempre all’interno e alle ginocchia. Allora, nessuno ti vieta di fare un doppio step: prima una seduta sull’esterno rimodellando contemporaneamente il seno e poi, dopo un paio di mesi, trattare l’interno e aggiungere ancora grasso alle mammelle. Due sedute, come sai bene, saranno sufficienti per dare un risultato stabile nel tempo, e poi… vuoi mettere? Nessuna protesi potrà darti un risultato così naturale che neanche il più smaliziato dei chirurghi plastici sarà in grado di accorgersi che la paziente ha subìto un intervento al seno. Non è così con le protesi: puoi essere bravo quanto vuoi, ma saranno sempre palpabili, da mani esperte».

Dott. Aldo: «Palpabili sì, ma fino a un certo punto. Le protesi, caro mio, non sono più quelle di vent’anni fa: “palle di silicone”, come le definivi tu. E le tecniche chirurgiche, lo sai bene, si sono molto evolute. Se l’intervento è ben eseguito e si decide per un tipo di protesi che sia in armonia con la silhouette della paziente, i risultati estetici saranno sempre più che soddisfacenti. E poi il lipofilling non è per tutte: se una ragazza ha una prima scarsa e necessita almeno di una terza piena per essere ben proporzionata e non ha grasso in eccesso, mi dici come fai? La metti “all’ingrasso?”».

Dott. Ugo: «D’accordo. In questo caso hai ragione tu: la protesi sarà l’unica soluzione. Ma che sia la protesi giusta e soprattutto messa, con una tecnica chirurgica accurata, nella posizione corretta in modo da non far somigliare i nuovi seni a due angurie dure e immobili come quelle che troppo spesso ci capita di vedere…».

Dott. Aldo: «Sono andato in giro per il mondo a imparare dai migliori chirurghi plastici proprio per evitare simili risultati. La naturalezza del risultato, per me, viene prima di tutto».

Dott. Ugo: «Te ne do atto. Allora, in sintesi possiamo dire che:

Dott. Aldo: «Sì, per questa volta».

Ricorda: per un autotrapianto efficace non basta essere solo performanti, ma è indispensabile anche il buon gusto italiano.

Di Ugo Majani

Un po’ di storia…

Siamo stati tra i primi ad adottare la tecnica FUE (estrazione dell’unità follicolare), quando ancora la metodica suscitava molte perplessità per via dei danni che si paventavano alle unità follicolari a causa della loro inevitabile estrazione “alla cieca” rispetto alla più accurata – così si diceva – FUSS che prevedeva l’estrazione di una striscia di cuoio capelluto e la successiva preparazione dei follicoli al microscopio. Altro problema era rappresentato dalla rasatura totale dei capelli, sgradita soprattutto al sesso femminile. Ma il vantaggio innegabile rispetto alla tecnica precedente era una minor invasività, l’assenza di cicatrici visibili, e un decorso postoperatorio decisamente migliore.

Con il passare degli anni, grazie all’adozione di idonee apparecchiature, si è arrivati a un’estrazione dei follicoli sempre più precisa e si sono raggiunti grandi numeri per quel che concerne l’impianto delle unità follicolari. Tuttavia, restava sempre il problema della rasatura totale dei capelli non gradita a molti.

Mini Fue

Qualche anno fa, abbiamo messo a punto una tecnica che prevede una rasatura solo parziale e che viene mimetizzata dai capelli immediatamente soprastanti (lasciati ovviamente molto lunghi).

Abbiamo chiamato questa tecnica “mini fue” che prevede al massimo l’estrazione e il successivo inserimento di non più di 1000 unità follicolari. È un classico intervento da “pausa pranzo” ideale per il sesso femminile, per gli uomini molto giovani con forme lievi di alopecia per i quali è necessario preservare il più possibile le riserve donatrici e nelle situazioni in cui la perdita dei capelli è dovuta non alla classica alopecia androgenetica ma a altre patologie.

La utilizziamo soprattutto nell’alopecia fibrosante frontale caratteristica delle donne in post menopausa o nelle forme cicatriziali da traumi, nelle ustioni e in tutti quei casi in cui prevediamo un attecchimento problematico dei capelli trapiantati.

Fattori di crescita piastrinica e lipofilling (trapianto di grasso)

Utilizziamo la medicina rigenerativa e le cellule staminali contenute nel grasso proprio per permettere un attecchimento ottimale dei follicoli piliferi che verranno trapiantati in un secondo momento.

Siamo orgogliosi di essere stati i primi in Italia a utilizzare il grasso come “fertilizzante” prima di procedere al trapianto di capelli in un paziente che presentava un’importante cicatrice post-traumatica del cuoio capelluto.

Tecnologia? Sì, ma senza esagerare.

Un importante aiuto nella fase di prelievo è ottenibile grazie all’uso di apparecchiature motorizzate dalle più semplici alle più sofisticate, quale il Mamba in nostra dotazione. Molto utili gli “implanters” che hanno velocizzato di molto l’innesto delle unità follicolari.

Nutro molte perplessità riguardo le apparecchiature robotizzate che dovrebbero sostituire le nostre mani: aumentano enormemente i costi dell’intervento e sono ancora lontane da raggiungere l’efficienza e la velocità di un’equipe chirurgica ben affiatata.

A proposito di buon gusto

Essere rapidi nell’estrarre e nel trapiantare i bulbi è sicuramente molto importante. Ma non è certamente la componente principale per il raggiungimento di un risultato estetico ideale.

Per intenderci: il risultato estetico sarà molto migliore impiantando 2500 unità follicolari in modo ragionato piuttosto che metterne mille in più a caso, o quasi. Purtroppo, spinti come siamo a una non sempre sana corsa contro il tempo, impiantando sempre più unità follicolari nell’unità di tempo, capita di vedere sempre più spesso teste a forma di caschetto troppo perfette per essere vere.

Se vogliamo delle capigliature veramente naturali, è basilare che a livello dell’attaccatura frontale i capelli siano un po’ più sottili e leggermente più diradati rispetto a quelli delle file immediatamente retrostanti e ciò non sarà possibile se impiantiamo a casaccio.

Per questo ci prendiamo un po’ di tempo per differenziare i capelli estratti: i monofollicolari formati da un unico capello sottile che andranno posizionati dai bi-, i tri- e i tetrafollicolari dal fusto più spesso e coprente da trapiantare nelle aree a densità maggiore.

Un’altra cosa importantissima per un trapianto ben fatto è un accurato studio preliminare del viso del nostro paziente: una cosa è impiantare un paziente col viso tondo e i lineamenti regolari, un’altra impiantare un paziente con un viso allungato e smagrito. Non è possibile fare a tutti lo stesso disegno dell’attaccatura, dal momento che questa non è meno importante per definire una fisionomia della forma del naso o degli occhi.

Di Ugo Majani

Il lipofilling, cioè il prelievo di grasso da un’area corporea e il suo successivo inserimento in un’altra, ad esempio il viso, i glutei e il seno è sicuramente una di quelle metodiche che in chirurgia estetica suscita, tra gli addetti ai lavori, i maggiori favori.

Ma non è stato sempre stato così, soprattutto quando la metodica era agli albori.

La concezione del lipofilling in passato.

Ricordo ancora la mia partecipazione a uno dei primi corsi sul lipofilling che si tenevano in Italia; a Bologna, per la precisione, una quarantina d’anni fa.

Avevamo passato io e altri tre, un fine settimana in un’aula fredda e semideserta a seguire le dissertazioni sull’argomento da parte di un collega che sembrava essere stato messo lì a forza, dal momento che non era per nulla entusiasta di quanto ci esponeva.

Ne avevamo avuto la conferma proprio quando, terminato il corso e giunto il momento di congedarci, ci aveva fissati per un attimo uno per uno e, come per togliersi un peso dalla coscienza, aveva esclamato:

“Ragazzi miei, mi hanno incaricato di parlarvi di questa cosa e l’ho fatto. Ma adesso vi dico quel che penso: passatevi una mano sul cuore e pensateci due volte prima di sottoporre un essere umano, un vostro simile insomma, a questa metodica del c…”.

Credetemi, allora erano proprio in tanti ad avere una vera e propria chiusura mentale nei confronti di un trattamento che consisteva semplicemente nel trasferire da un posto all’altro il nostro stesso grasso mentre, al contrario, si utilizzavano tranquillamente i fillers non riassorbibili, l’olio di silicone libero ed una moltitudine di altre porcherie.

L’avvento della medicina rigenerativa e gli effetti sul lipofilling.

Con l’avvento della medicina rigenerativa e degli studi sulle cellule staminali, le idee che ci eravamo fatti sul lipofilling sono radicalmente cambiate ma siamo caduti, a mio avviso, nell’eccesso opposto.

Bisogna infatti considerare che il lipofilling, pur essendo una gran bella metodica, non dà certezze: se è vero che nessuna protesi al seno potrà darci lo splendido risultato e, soprattutto, una naturalezza paragonabile a quella ottenibile con un lipofilling, è altrettanto vero che, nei casi meno fortunati, gran parte del grasso trapiantato verrà riassorbito nell’arco di pochi giorni.

Ciò è spiegabile semplicemente pensando che, al contrario dell’acido ialuronico – sostanza inerte che “resiste” cinque o sei mesi prima di riassorbirsi – il tessuto adiposo è vivo così come una piantina che abbiamo deciso di trapiantare da un vaso all’altro e, per quante cure possiamo metterci, il rischio che “appassisca”, sarà sempre presente.

Croce e delizia, per l’appunto, malgrado molti ricercatori, un po’ come fanno i cuochi nella preparazione di un piatto di successo, ci abbiano messo del loro e proposto perfezionamenti in grado di annullare, a sentir loro, ogni rischio di riassorbimento. Purtroppo, tutte le modifiche proposte si sono dimostrate inutili.

Così abbandonata la centrifugazione, l’arricchimento del grasso con fattori di crescita, i kit monouso e le costosissime apparecchiature, abbiamo riscoperto una parolina magica: semplicità.

Il nostro modo di interpretare il lipofilling è infatti, attualmente, il più semplice possibile:

  1. Preleviamo (dolcemente) la necessaria quantità di grasso con una cannula multiforo montata su siringa.
  2. “Purifichiamo” il grasso con ripetuti passaggi in soluzione fisiologica.
  3. Lo infiltriamo nelle aree riceventi del viso o del corpo con microcannule a un foro.

Tutto qui. Nessuna soluzione miracolistica ma solo il nostro massimo impegno.
Dopodiché incrociamo le dita, aspettiamo e …quasi sempre, ci va bene.

La nostra equipe ti aspetta

Affidarsi a dei medici specialisti è fondamentale per la tua sicurezza.


Il dott. Aldo Majani è un medico specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica con un ampia esperienza in chirurgia mammaria.


Il dott. Ugo Majani, si occupa di liposcultura e tecniche mininvasive per il rimodellamento di corpo, seno e viso da oltre 30 anni, con una casistica di oltre 4000 interventi chirurgici.

Ugo Majani e Aldo Majani